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I giorni infausti erano ormai giunti al termine. I
Signori dell’Ovest mossero con grande potenza verso il nord della Terra di
Mezzo, dove, assopito dal suo orgoglio accecante, Morghot Bauglir sedeva sul
trono dell’Inferno di Ferro. E quando si accorse che le schiere dei Valar
avevano oltrepassato i mari marciando contro di lui, troppo tardi fu consapevole
del suo errore. In breve tempo aprì i cancelli di Angband ed il suo nero
esercito ne uscì assieme al suo odio contro l’avvento dei figli d’Ilùvatar. Ma
il suo potere non poteva competere con quello dei Signori dell’Ovest, e lui lo
sapeva. Prese perciò la decisione crudele e spietata: nessun essere vivente tra
lui e i vessilli dei Valar doveva sopravvivere. Nessun lembo di terra
incontaminato al passaggio delle sue armate doveva restare. E con orgoglio
destinò le sorti della Terra di Mezzo alla devastazione e all’anatema. I Valar
avrebbero di certo vinto, divenendo però signori di una terra morta e straziata.
Mai più ai Valar si sarebbe prostrato umiliato e sconfitto. La sua vera vittoria
era morte e devastazione. Fu così che strinse un’ultima e disperata alleanza con
gli esseri dal debole animo, coloro dai quali avrebbe attinto forza e potere:
gli uomini.

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