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Era un piovoso mattino di giugno quando Roberto
giocava con i suoi fratelli alla guerra per la grande scalinata della casa
milanese. Stranamente quella mattina aveva una fitta allo stomaco, ed ogni atto
dei più divertenti partoriti dalla loro fantasia non stimolava il suo gioco.
Avevano in testa delle pentole legate con un laccio sotto il mento e con dello
stagno aveva fatto spade. Erano armati di fucili di legno e si nascondevano in
ogni angolo della casa sparando contro il loro immaginario nemico. Si
arrampicavano per le ringhiere della casa e travolgevano ogni tanto la povera
Angela quando passava. Quel giorno Roberto aveva un occhio lontano, come se
riuscisse a vedere al di là dei muri di casa.

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