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Roberto e Ignazio uscirono dallo studio del segretario generale del Ministero
degli Interni e si trovarono nella saletta austera nella quale avevano atteso il
suo ingresso. Questa volta c’era qualcuno ad attendere loro.
Era un uomo sopra la trentina, basso di statura, con capelli biondo scuro, folti
e molto mossi, quasi ricci. Portava due fondi di bicchieri come occhiali e la
testa sembrava attaccata alle spalle senza l’ausilio del collo, tanto queste
venivano ritirate come per proteggersi da qualcosa. Ovviamente accennava qualche
curvità sulla schiena. Reggeva in mano una borsa di pelle marrone legata al
polso da una lunga catena argentata. Portava un soprabito marrone dal lungo
collo tirato su che quasi la testa vi scompariva lì in mezzo, e non appena li
vide entrare voltò leggermente la faccia in direzione opposta sempre però
seguendoli con gli occhi.

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