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La carrozza attraversò le vie trafficate di Torino.
Il sole splendeva discretamente sopra i tetti delle case mentre l’acqua del
fiume Dora scorreva tranquilla e limpida sotto il ponte che l’attraversava.
Passarono dinanzi l’arsenale militare e videro che molti uomini stavano
caricando casse e casse piene di armi e munizione in grossi carri sorvegliati,
pronte per partire verso l’Abissinia. Lo scontro era ormai imminente, il governo
Crispi aveva fatto di tutto affinché l’Italia potesse essere a pari delle altre
potenze imperialiste europee. Purtroppo l’Italia non aveva ancora né i mezzi né
gli uomini capaci e preparati per questo genere di politica, nonostante ciò, si
stava preparando a partire, e con essa chissà quante giovani vite; pensò
l’Alfieri dopo che ebbero passato il ponte.
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