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Roberto e Nestore rimasero in un angolo della stanza
evidentemente impauriti. Roberto vistosamente, Nestore non lo diede a vedere
sempre stretto alla sua borsa, ma dal colore pallido della sua faccia anche lui
provava un discreto timore. Lucio stava tremando in piedi, a pochi passi da loro
con il fucile tra le mani e lo sguardo perso nel vuoto. Tutti gli altri
raccoglievano le loro cose, soprattutto, ognuno di loro, stava caricando e
controllando le proprie armi.
Giulio Battaglia disse che tempo un’ora e sarebbero stati fuori. Roberto chiese
come ciò potesse avvenire, e Giulio rispose soltanto caricando il colpo in canna
del suo fucile. L’intellettuale comprese e non ebbe più nemmeno il coraggio di
controbattere. Si sistemò in un angolo in attesa del peggio. Il fucile di Lucio
venne caricato dallo stesso Battaglia, ma il ragazzo se ne rimase fermo ed
immobile come in attesa della sua condanna a morte. I preparativi si svolsero
nel più assoluto silenzio coprendo il rumore dei fucili e delle pistole dal
ronfo continuo di

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