ALLA FONTE DELLA VITA
di Nuphar Salix

In Viaggio Verso Nord
    
Capitolo n.14  

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La notte fu una notte agitata. Mille pensieri attraversarono la mente dell’Alfieri. Mille paure lo beffeggiarono col volto di Gioseph Bondermak. Sentì che la faccenda gli stava scivolando di mano. Non sarebbe riuscito a proteggersi da Bondermak. Nemmeno Giulio Battaglia riusciva a tenergli testa. Quell’uomo gli faceva veramente paura. Era un demone che tormentava la sua esistenza con la semplice presenza. Così era stato ai tempi di Vienna e così scopriva che nulla era cambiato. Iniziò ad avere dei dubbi su Nestore, sulla sua sincerità. Iniziò a temere che l’altro stesse cospirando per accaparrarsi quel posto offerto dall’austriaco. Certo, anche Nestore era un italiano, ma i soldi potevano comprare ogni cosa. Temeva in cuor suo che quella tentata corruzione non avesse messo nella mente dell’umbro, un tarlo che ora stava lavorando. Nestore dormiva nella sua stessa stanza e mentre questi pensieri gli si affollavano alla mente sentiva il respiro regolare del compagno. Che forse stava fingendo per attendere il momento opportuno per potersene andare? Scostò le coperte e fece per scendere e andarsi per accertarsene. Poi pensò che sarebbe stato sciocco, e si rimise dentro il letto. Guardò la valigetta marrone che teneva accanto al giaciglio e si tranquillizzò. Non l’avrebbe mai tradito. Quella borsa rappresentava il simbolo di tutto il suo affetto, di tutto il suo attaccamento, morboso e folle, per la famiglia e tutto ciò che amava, nonché il lavoro. Non avrebbe temuto nulla da Nestore.  

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