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Il resto del viaggio proseguì senza altri
inconvenienti fino a Lubecca. Qui tutti scesero dal treno e scaricarono i propri
bagagli. Un alone di nebbia pervadeva ogni cosa. Sembrava che le strade e le
case scomparissero in un mondo non loro, lontano, in un mondo dove il reale si
congiunge allo straordinario e quelli che sono i pensieri razionali tramontano
di fronte al più grande ignoto che gli occhi scorge. Roberto pensò che il loro
viaggio stava conducendo ad una meta sempre più incerta per il normale concepire
degli eventi, e che ciò li avrebbe condotti a qualcosa di grande, di unico.
Sentì per un momento quella morsa allo stomaco che già altre volte aveva
sperimentato, avvertì la paura di quell’ignoto che si dipingeva dinanzi. Sempre
più lontano da casa e più vicino ad una grande verità, una verità che per secoli
aveva affascinato, spaventato, e guidato gli uomini nel corso impassibile dei
secoli.

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