ALLA FONTE DELLA VITA
di Nuphar Salix

In Viaggio Verso Nord
    
Capitolo n.12   

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Giunsero a Venezia di notte, soltanto dopo alcuni giorni di navigazione dopo l’incontro coi pirati. Il capitano venne legato e imbavagliato per poi essere condotto furtivamente alla guardia costiera, lasciandolo di fronte alla porta dell’ufficio. Due pirati li seguirono senza fare domande. Roberto aveva avuto da obiettare ma Giulio Battaglia si era limitato a dire
«Tutti possono sbagliare!» e la questione fu chiusa lì.
Come De Bloney aveva consigliato, presero il treno a Venezia partendo per Lubecca. I bagagli e gli armamenti furono caricati in fretta e furia sul treno dagli uomini di Giulio Battaglia, e Roberto ebbe come l’impressione che il soldato avesse intenzione di togliersi dai piedi da lì il più in fretta possibile. Infatti tutto fu trasportato quella notte con un’efficienza impressionante comparata soltanto al grande silenzio in cui ogni cosa fu fatta e che tutto avvolgeva.
La laguna sembrò loro quasi spettrale, e non pittoresca e poetica come l’Alfieri l’aveva sempre ricordata.
Il nuovo giorno li colse quando ormai avevano varcato il confine. Avevano occupato un intera carrozza ed ogni nuovo passeggero che aveva intenzione di sedersi su uno di quegli scomparti ne era subito intimidito dal silenzio glaciale con cui gli uomini di Giulio Battaglia lo guardavano, e questi, ogni volta si alzava con una scusa che conosceva soltanto lui, per cambiare reparto. Ogni volta che il nuovo passeggero usciva quegli uomini prendevano a ridere come se ci fosse un tacito accordo.
Nestore Barelli se ne stava con la sua borsa stretta tra le ginocchia ad ammirare il paesaggio fuori il finestrino, mentre mille pensieri gli solcavano la mente per andare più oltre, per viaggiare più lontano dove quel treno li avrebbe condotti.
 

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