ALLA FONTE DELLA VITA
di Nuphar Salix

L'incarico
                  
Capitolo n.1    

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Roberto Alfieri aveva da poco terminato la sua colazione quando sentì bussare alla porta. Non aveva voglia di rispondere. Sapeva già che erano gli agenti dello stato giunti a prelevare i preziosi quadri che gelosamente custodiva nella stanza di famiglia.
Ultimamente le cose non erano andate granché bene. Suo padre, Antonio Corrado Alfieri signore di Breglio, era morto da tre anni ormai lasciandosi dietro una lunga scia di debiti. Ogni volta che Roberto passava avanti alla sua stanza malediceva il suo vizio per il gioco che lo avevo portato sul lastrico trascinando dietro la famiglia.
Era l’ultimo Alfieri del ramo cadetto, e tutte le proprietà: una casa a Torino ed una tenuta a Breglio, appartenevano a lui ancora per poco. Ogni giorno il patrimonio immobiliare diminuiva copiosamente. Ogni giorno spuntavano nuovi debiti da saldare come se questi avessero il compito di sfaldare per sempre la famiglia Alfieri.
«Signora Angela non apra per favore, so già chi sta importunando alla porta» disse alla domestica, una donna sulla sessantina ormai.
Ed alzandosi da tavola si diresse nuovamente alle sue stanze.

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